Ditta D. S.
Gennaio 2023.
Premessa
Esplorazione finale di una freddissima giornata che aveva portato più delusioni che gioie. Un luogo salvato sulla mappa come “da verificare” che, trovandoci in zona, decidiamo di provare.
Storia
Non ho trovato quasi nulla sulla storia di questa azienda, si trattava di una fabbrica di laminati plastici nata negli anni ’70 e che dovrebbe aver chiuso per fallimento intorno al 2011.
Esplorazione
Lo stabilimento sorge letteralmente in mezzo al nulla, circondato da grigie campagne. L’accesso è infatti semplicissimo in quanto praticamente su due lati non ci sono recinzioni. Sostanzialmente il complesso è formato da un grande capannone più altri due molto più piccoli e da una palazzina che ospita gli uffici. Sulle pareti esterne vediamo parecchi graffiti, alcuni sbiaditi quindi risalenti a diversi anni prima.


Iniziamo ad esplorare i capannoni più piccoli che sono vuoti e non offrono nulla di interessante se non una vasca piena d’acqua a forma di teschio (nella mia fantasia). Merita invece la prospettiva che offre il viale con in fondo la palazzina ad arco. Il cielo grigio, la foschia e il colore verde marcio della facciata offrono una visione triste e malinconica che ci piace tanto.

Sulle pareti del capannone più grande ci sono ancora tubazioni e serbatoi, mentre all’interno regna il vuoto totale. Le pareti sono piene di scarabocchi, sul pavimento ci sono grandi buche dove probabilmente una volta c’erano grandi macchinari e in alto ci sono ancora le gru semoventi dei carroponti con i grandi ganci metallici sospesi. Dopo un breve giro decidiamo di trasferirci nella palazzina degli uffici.



Tendine a pannelli, poltroncine girevoli in finta pelle, scrivanie metalliche e lampade al neon. Un ufficio in assoluto stile anni settanta-ottanta che mi immagino popolato in una giornata del genere; impiegati in camicia che parlano e discutono fumando sigarette, telefoni che squillano e rumore di stampanti ad aghi che scrivono lunghi ciclostilati. Ci sono molti faldoni di documenti, persino uno sgabuzzino con scaffali ancora pieni.


Oltre agli uffici troviamo un paio di piccoli appartamenti completamente vuoti, magari dove viveva il custode o i proprietari e un terrazzino chiuso sui quattro lati per una deprimente pausa dal lavoro. Da una finestra vedo l’edificio in mattoni che ospitava sei box auto, purtroppo non ci sono veicoli d’epoca all’interno.
Usciamo e ci congediamo da questo piccolo ma dignitoso luogo di lavoro, l’ennesima piccola realtà purtroppo sparita e dimenticata.
Conclusioni
Un luogo non eccezionale, non indimenticabile, ma con il suo particolare fascino, probabilmente espresso al suo meglio anche grazie alla giornata grigia.
Le foto qui presenti risalgono a Gennaio 2023.